Alto profilo 1 (Serra)
In un gruppo Whatsapp che usiamo per lavoro una collega ha condiviso alcuni articoli di quotidiani, scritti da famosi giornalisti, in occasione della recente crisi di governo. Visto che Whatsapp e i social media in generale a mio avviso poco si prestano a riflessioni e anzi tendono ad alimentare affermazioni lapidarie e polarizzazioni, uso questo mio spazio per qualche pensiero in estensione (ma non senza qualche tensione). Da condividere con i colleghi e con chiunque voglia contribuire.
Michele Serra, nella sua Amaca del 21 luglio scorso, intitolato 'Tornati alla realtà', rifacendosi al discorso del premier uscente, riporta la condizione evocata da Draghi per la sua permanenza a Palazzo Chigi: un governo di 'alto profilo repubblicano'. Questo alto profilo confligge ad avviso di Serra con ' i tira e molla con bagnini e tassisti (...), l'inceneritore di Roma, (...) i punticini di Conte, (...) il bullismo ritrovato dei Salvini, con il patetico patrocinio di ciò che resta di Berlusconi...'
Da qui ne discende che l'Italia non sia un Paese di alto profilo e neanche abbia un Parlamento all'altezza di un governo con tali caratteristiche e guidato da Mario Draghi. Il resto dell'articolo conseguentemente afferma che Draghi (e Mattarella) stiano su un piano superiore rispetto a metà del Parlamento e anche rispetto all'elettorato di cui quel Parlamento è espressione. Draghi, anzi, magnanimamente e liricamente 'è planato sulle nostre miserie prescindendo dalla loro esistenza'. Da qui sventure assortite nella previsione del dopo-Draghi.
Capirete che c'è di che essere perplessi o, nella prospettiva di Serra, preoccupati.
Intanto, bisognerebbe capire perché il giornalista è così infastidito dal fatto che Governo e Parlamento si occupino di 'bagnini e tassisti'. Sarebbe stato meno infastidito se si fossero occupati, che so, di idraulici e docenti delle scuole superiori, oppure di fornai e magistrati?
Mi chiedo se da un punto di vista macroeconomico queste due categorie di lavoratori siano poco influenti (allora perché stigmatizzarle, risolviamo il piccolo problema e passiamo oltre) oppure se siano davvero influenti (e allora bisogna occuparsene con attenzione). In ogni caso si tratta di due rispettabili categorie di lavoratori del settore privato, che comunque sostengono le proprie famiglie, l'economia, ogni giorno ci forniscono i loro servizi. Non mi sembra proprio rispettoso parlare di 'tira e molla'.
Come del resto svilire un uomo politico parlando del suo programma come di 'punticini', a prescindere dalla condivisione personale o meno (e personalmente non ho eccessiva simpatia per le proposte politiche di Conte). E così anche per Salvini e Berlusconi, citati poco dopo. Ma in politica, certo, l'eccesso ci sta, fa parte della retorica e della propaganda. Ma Serra è un giornalista e dovrebbe avere qualche accortezza, anche senza nascondere le proprie simpatie.
Si va avanti sminuendo il Parlamento (metà del quale 'la Repubblica non sa nemmeno cosa sia') e gli elettori che hanno scelto una rappresentanza di 'basso profilo'. Cosa c'è che non torna? Anche chi scrive non ha molta simpatia politica per una discreta quantità di parlamentari (specialmente quelli eletti su un programma 'antipolitico' e prescindendo dalle competenze personali effettive) ma questa è la democrazia, magari la prossima volta riusciamo a convincere gli Italiani a votare qualcuno di più alto profilo e più competente. Cosa c'è di 'eversivo' nel fatto che gli elettori scelgano partiti o parlamentari che non soddisfano una personale particolare visione di politica e società? Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale e Magistratura sono lì a vigilare su correttezza formale e legalità costituzionale. Non basta? Chi dovrebbe scegliere al posto del corpo elettorale?
(1 - Segue...)

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