Sweet Dreams (Astolfo e Angelica 3)
Sweet dreams are made of this
Who am I to disagree?
I travel the world
And the seven seas
Everybody's looking for something.
Some of them want to use you
Who am I to disagree?
I travel the world
And the seven seas
Everybody's looking for something.
Some of them want to use you
Some of them want to get used by you
Some of them want to abuse you
Some of them want to be abused.
Some of them want to abuse you
Some of them want to be abused.
(I dolci sogni sono fatti di questo / Chi sono io per dissentire? / Viaggio per il mondo / E per i sette mari / Tutti sono in cerca di qualcosa / Alcuni vogliono usarti / Alcuni vogliono che tu li usi / Alcuni vogliono maltrattarti / Alcuni vogliono essere maltrattati) - Eurythmics: Sweet Dreams
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A volte anche la musica concepita per il largo e rapido consumo, quella che una volta si sarebbe identificata con la categoria delle canzonette, riesce a catturare lo spirito dei tempi e a sintetizzare idee e tendenze in maniera sorprendente. Un ritmo ripetitivo, ossessivo, meccanico, che potrebbe proseguire indefinitamente, quasi costringe a muoverti e a battere i piedi. Un testo lapidario, essenziale, ripetuto per poter essere ben ricordato. Una voce andata a scuola di soul nero americano, che lo estrania e lo rende disincantato.
Astolfo aveva riflettuto e continuava a riflettere sulla natura e l'esperienza del desiderio nella sua vita.
Quando in passato, in alcuni momenti della sua vita, il desiderio lo dominava e scandiva le sue giornate, riempiva i suoi pensieri e lo manteneva in tensione verso l'oggetto desiderato, verso quella donna la cui immagine lo seguiva anche quando non era in sua presenza. Qualche volta era piacere, qualche volta tormento, soprattutto quando la realtà non si conformava alle sue aspettative. Astolfo ricordava che in quei momenti non c'era tanta gioia. Piacere della compagnia, piacere erotico, brivido, avventura, ma non rimaneva tanta gioia nel suo intimo. No, non c'era niente di male nel desiderare, ma quando questo lo divorava e diventava l'unica pulsione, allora non c'era molto che poi restasse.
Qualche volta diventava volontà di controllo, qualche volta paura di essere controllati, emozioni contrastanti. Un desiderio così dominante pretende un oggetto, un oggetto che faccia ciò che tu vuoi per soddisfare la tua fantasia. O viceversa, pretende che tu diventi un oggetto nelle fantasie di altri.
Non è assolutamente contemporaneo? In un mercato dei desideri, le persone vengono trasformate in oggetti pubblicizzati e acquistabili al prezzo adatto. Un altro aspetto della mercificazione.
Astolfo sorrise: se tutti siamo sia compratori che merce, si è avverata la profezia di De Sade (e del razionalismo illuminista): a giorni siamo sadici, a giorni siamo masochisti, però al giusto prezzo e rispettando un contratto.
Astolfo sorrise: se tutti siamo sia compratori che merce, si è avverata la profezia di De Sade (e del razionalismo illuminista): a giorni siamo sadici, a giorni siamo masochisti, però al giusto prezzo e rispettando un contratto.
Nel momento della crisi, quando Angelica sentenziò l'irreversibilità della sua decisione, Astolfo capì che in quel momento Angelica aveva posto i suoi desideri davanti a tutto, che lo stava facendo da tempo senza fargliene parte. Senza condividere questa pressione, il peso delle aspettative disattese si stava facendo sempre più forte. Astolfo non dubitava che questi 'sogni infranti' fossero una forma di malessere o disagio per Angelica, mentre il suo valore come persona, come marito e compagno, andava sempre più calando fino a diventare spendibile. Anche le due figlie, Diotima e Nausicaa, si sarebbero dovute adattare a questa situazione, con tutti i disagi del caso. Astolfo non dubitava che per Angelica tutto questo era il male minore, che qualsiasi sofferenza o problema ne fosse derivato a lui o a loro era comunque un passaggio necessario e destinato a sfociare in un futuro migliore. Perchè questa scelta avrebbe placato il suo disagio, e siccome il suo disagio era ciò che era più importante, tutto il resto avrebbe seguito (almeno così lui intuiva).
Cosa mancava in tutto ciò? Così va il mondo, così fan tutti o quasi, cosa mancava? Fede, fiducia nell'altro? Disperazione nella possibilità di affrontare insieme difficoltà, di farsi forza e ascolto l'un l'altro, incapacità di vedere un orizzonte? Il non potere o il non voler provare a vivere una relazione al di là e dopo il proprio desiderio, al di là e dopo la sparizione dell'oggetto desiderato?
Astolfo afferrava razionalmente tutto questo, ma cuore e volontà non erano ancora, nello sconforto, capaci di esprimere granché.
Al momento capiva solo che Angelica stava cercando, o aveva già trovato, un altro oggetto che riempisse la sua immaginazione, in una sostituzione continua, un horror vacui che non permette pausa, silenzio, assenza, rinuncia.
(continua...)
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