Reazioni e scelte (Astolfo e Angelica 4)
'Il rimedio all'imprevedibilità della sorte, alla caotica incertezza del futuro è la facoltà di fare e mantenere promesse.' (Hannah Harendt, da Vita Activa)
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In quei primi giorni di sbancamento delle (poche?) certezze famigliari, Astolfo era sottoposto a diverse spinte contrastanti. Insieme ai sensi di colpa e ai dubbi sul passato, insieme alle varie insicurezze innescate dalla scelta di Angelica, che portavano a notti di ansia alternate al pianto, Astolfo provava un senso di disprezzo nei confronti della moglie, come un soldato che venga abbandonato dal commilitone più fidato proprio nel momento più duro della battaglia. A volte provava veri e propri conati di vomito, a volte sentiva come una lama freddissima attraversarlo da parte a parte passando proprio per il cuore.
Lo invadeva la tenerezza verso le figlie Diotima e Nausicaa; temeva quindi le conseguenze su di loro dello spezzarsi del circolo famigliare. Ma temeva anche la perdita di tutte quelle piccole consuetudini quotidiane prodotto della convivenza, del contatto, del calore non mediato attraverso programmi, calendari, spartizioni di tempi e presenze che sarebbero stati invece i tiranni del suo futuro prossimo.
Esigenza di non disperdersi. Fare scelte conseguenti.
Istintivamente, Astolfo intuiva che avrebbe dovuto fare tutto il contrario di quanto scelto da Angelica.
Cedere su tutto quanto non assolutamente vitale ed essenziale, soprattutto per il bene di Diotima e Nausicaa.
Come Angelica aveva scelto di mettere la parte di sé detta 'Ego' (desideri, proiezioni, aspettative) davanti a tutto il resto, compreso il resto di Sé stessa, così Astolfo capiva che lui avrebbe iniziato un percorso esistenziale di messa in dubbio di tutte le istanze del proprio Io volitivo per aprire spazi ma anche per impostare i rapporti con gli altri e con l'Altro in maniera differente. Come avrebbe fatto ora non sapeva, ma presto sarebbero arrivati aiuti inaspettati.
Intuiva che la separazione era prima di tutto una separazione in sé stessi prima che dall'altro, una scissione.
Sentiva che avrebbe dovuto provare quello che Angelica non era riuscita a fare, quello che loro due non erano riusciti a fare fino ad allora, ovvero il cercare la gioia nell'ascolto e nella condivisione di momenti facili e belli ma anche di momenti difficili (ché di gente disposta a condividere i momenti facili in giro se ne trova abbastanza).
Con il tempo avrebbe realizzato che quella che inizialmente sembrava una affermazione di forza e di volontà, di forza di volontà, era in realtà l'ammissione di una debolezza, di un difetto di visione dovuto all'incapacità da parte di Angelica di condividere le sue difficoltà con lui (ma anche viceversa, da parte sua verso Angelica), di farne parte con fede reciproca. Ma era anche un segno di disperazione nella capacità di affrontare e risolvere insieme i problemi che si erano e si sarebbero presentati nella vita coniugale. Un difetto di futuro.
Capiva che queste scelte sarebbero state una via stretta, semplice a intuirsi ma difficile a praticarsi, che sarebbe stato come morire a una parte di sé un poco alla volta, lasciando che a questa 'piccola morte' succedesse la nascita di qualcosa di nuovo, al momento non evidente alla sua coscienza.
Tanto era già stato ammazzato qualche giorno prima (in senso figurato, per fortuna).
(Continua...)
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